giovedì 31 dicembre 2009

Sempre sulla coerenza

Ludovico Ariosto esaltava la "gran virtù de' cavalieri antiqui".
Parimenti si dovrbbe sottolineare la "gran coerenza de' romani antiqui". Infatti essi porclamavano urbi et orbi "beati monoculi in terra caecorum".

Una meraviglia della natura: il palindromo (seguito)

Ho già riferito che gli scienziati ritengono la palindromite essere dovuta a fattori genetici. Narrasi che un avo della nostra Palindroma Rossi di nome Palindrulfo agli arbori del cristianesimo si recasse in Mesopotamia per convertire quelle popolazioni e iniziasse tutte le sue prediche con le parole: "Sumero, oremus."

Una meraviglia della natura: il palindromo (seguito)

Un parlamentare amico, andato a trovare Palindroma Rossi, le consigliava di non recarsi ai grandi magazini essendovi quel giorno, a cagione delle imminenti festività, grande folla.

Palindroma vi andò egualmente e non incontrò molta gente. Telefonò quindi al parlamentare: "Asserivi ivi ressa. No esser resse On."

Coerenza

Dalle cronache dei giornali: in una cittadina pugliese, a cagione di un corto circuito, è andata a fuoco la sala cinematografica, il cinema Astoria.
Lo storico statunitense Francis Fukuyama, che si trovava a passare di li, commentò: "La fine dell'Astoria."

venerdì 25 dicembre 2009

La poesia dei giorni dispari


Vi ha in Italia

sempre più numerose testate

che danno tutte

le stesse cattive notizie.

Ma, di grazia,

non datele, non datele

al muro.

Una meraviglia della natura: il palindromo (seguito)

Palindroma Rossi ebbe a pronunciare un discorso di elogio di un direttore di banca in occasione di una sua promozione. Palindroma volle sottolineare la sollecitudine e la generosità con cui portava ausilio, con crediti e fidejussioni, a vecchi soli e ad indigenti.
Iniziò cosi il suo intervento: "avall'ava".

Altra volta raccontava ad amici di aver assisitto al festival cinematografico di Taormina e di avervi incontrato attori famosi. Disse: "ante Etna i divi vidi".

Docente di materie classiche in un liceo tenne una dotta lezione sull'Odissea. Cosi presentò Ulisse: "E' ramingo, iv' a navi ogni mare".

Palindroma raccontava poi a un gruppo di amici stranieri di un suo viaggio di studio in America Latina. Giunta a parlare di come avesse constatato in Venezuela gravi soprusi da parte del potere iniziò a dire: "sa, Caracas..."

Un giovane del Bangladesh affermò che una sopraffazione cosi fatta, ove si fosse verificata nel suo paese, pur cosi arretrato, avrebbe provocato profondi sommovimenti. Disse: "accada a Dacca...".

Un eritreo, pure presente, sostenne che le prevaricazioni del potere avrebbero avuto analogo effetto anche nel suo stato. Un nord americano si mostrò scettico su ciò e con aria meditabonda disse fra sè: "Assab è bassa".

Questa presa di posizione suscitò l'irritazione di un altro giovane originario dell'Africa, il quale rivendicò il fatto che laggiù vi erano montagne imponenti. Al che il nord americano, scettico, borbottò: "Atlas, salta".

Quanto sopra suscitò viva preoccupazione fra gli scienziati poichè, pur accertato che la palindromite è effetto di fattori genetici ereditari, il colloquio suddetto sembrava aprire la via alla possibilità che essa si trasmettesse anche per contagio.

A proposito dell'amnesia senile

I vecchi sovente confondono cose e persone del passato.
Io ad esempio credevo di rammentare che Stanlio e Oglio fossero due fiumi che confluiscono poi nel Granger (Stewart).

Letteratura

Qualche visitatore può essere interessato ad avere un'anticipazione sulle mie prossime pubblicazioni.
Le prime due avranno ad oggetto le scienze matematiche. Secondo Cartesio nella ricerca della conoscenza l'uomo deve applicare i principi propri della matematica e della geometria. Il primo studio verte sull'influenza degli istinti erotici nella determinazione dei principi della matematica e della geometria.
Titolo del saggio: "Il sesso degli angoli".


Il secondo libro che darò alle stampe è un manuale di pedagogia per rendere più agevole ai pargoli in età prescolare ed agli alunni delle elementari l'apprendimento di aritmetica e di matematica prendendo a prestito personaggi e vicende di fiabe e racconti per l'infanzia. Ad esempio: se Pinocchio seppelisce due monete d'oro perchè fruttifichino ed il gatto e la volpe gliele rubano, quante monete troverà poi Pinocchio sottoterra? Se l'emiro mette in galera 17 dei 40 ladroni di Ali Babà, quanti ladroni avrà Ali Babà con se in libertà?
Titolo dell'opera: "Biancaneve e i sette noni".


Onde distrarmi un poco da queste ponderose speculazioni sto scrivendo, nei ritagli di tempo, un romanzo rosa su amori adolescenziali. Sarà pubblicato nella collesione "Harmony" e l'editore prevede prevede per la prima edizione una tiratura di 400,000 esemplari.
Titolo dell'opera: "Il mio cuore è una virgola".


Sempre in tema di letteratura intendo proporre ad un editore intraprendente di ripubblicare una serie di romanzi di scrittori premiati con il premio Nobel. Opere quasi tutte ponderose e di non facile lettura.
Titolo della collana: "L'anello dei Nobel lunghi".

domenica 8 novembre 2009

A proposito del nome della Caritas


La Caritas svolge certamente opera esemplare. Ma hanno scelto di scrivere il loro nome senza l'acca. Hanno deviato così dalla tradizione dei primi scrittori cristiani che scrivevano "Charitas" forse per collegare il termine al greco χάρις (benevolenza).

Il vocabolo ha mantenuto l'acca in francese (charité) e in inglese (charity). Ho il sospetto che i responsabili dell'associazione cattolica abbiano tolto l'acca alla "charitas" per cederla a Deborah.

Ciò dimostra ancora una volta la grande generosità della Caritas. Ma così facendo essa è venuta meno al saggio precetto latino: "Charitas incipit a semetipso".

Ridatemi la mia acca!

Una meraviglia della natura: il palindromo


Quale il fegato secerne la bile, cosi, con la stessa inconscia naturalezza, Palindroma Rossi, per una singolare conformazione dei lobi cerebrali, emetteva palindromi.

Consigliere comunale, un giorno, presa dall'ira, criticò violentemente un membro della Giunta. Resasi poi conto di aver ecceduto volel scusarsi adducendo come attenuante il suo stato di irritazione. Gli disse: "Assessore, er'ossessa".

A proposito di regia teatrale


Detesto quel tipo di regia teatrale che pone gli attori in scena a urlare i testi senza nessuna plausibile ragione. Il cosidetto teatro dell'assordo.

Da non confondersi con il teatro edificante, a contenuto religioso, quale il teatro di Ugo Betti e di Diego Fabbri che correva le scene negli anni '50. Il cosidetto teatro dell'assurto.

Una meraviglia della natura: il palindromo (seguito)


In almeno una circostanza Palindroma Rossi mostrò imperdonabili durezza di cuore e disumanità.

Si imbattè un giorno in un gruppo di uomini di piccolissima statura che, aiutandosi l'un l'altro, tentavano senza successo di salire su una scala.

Palindroma, con un cinico sorriso, esclamo: "I nani, i minimi, inani".

A proposito del destino dell'uomo


Per secoli i filosofi, scrittori, poeti, si sono interrogati sul destino dell'uomo (della generazione di ieri Albert Camus in "Caligula" e André Malraux ne "La Condition Humaine"). Anche io ho meditato sulla vicenda umana: l'uomo nasce, nella vita conosce più dolori che gioie, poi deve morire; e nell'Aldilà lo attende, forse, un giudice severo che gli fara pagare tutti i suoi peccati.

Ma l'unico penisero che tale meditaizone ha prodotto in me è stato: "mannaggia".

La Storia di un immigrato cinese


Un immigrato cinese, invaghitosi perdutamente di una donna di nome Mara volle testimoniarle, nel suo incerto italiano la sua totale dedizione. Le disse "me, di Cina, a Mara".

Precetti di onomastica


L'armatore dia al figlio primogenito il nome di Alvaro.

Il giudice del tribunale fallimentare chiami la sua primogenita Giu-ditta.

sabato 1 agosto 2009

La leggenda del Vescovo Taciturno (seguito)

Ebbimo la straordinaria ventura di riportare a conoscenza e a verità un lontano, dimenticato episodio della vita inimitabile del Vescovo Taciturno. Al triste tempo dell'occupazione straniera un reparto dell'esercito tedesco aveva catturato taluni civili e li deteneva quali ostaggi. I parenti, temendo per la loro vita, si rivolsero al nostro Agilulfo, allora giovane sacerdote, gli domandarono di recarsi subito presso le truppe di occupazione e di intercedere per i loro cari; gli chiesero anche quale premio avrebbe desiderato in caso di successo della sua missione.
Agilulfo rispose che per loro avrebbe immantinente lasciato la canonica e si sarebbe recato dove gli chiedevano; si astenne sdegnosamente da ogni replica all'offerta di ricompensa.
Lo fece con tre lapidarie parole, o forse con una sola parola. Le cronache del tempo riportano che egli disse: “V 'esco, vado.”

Hemingway

Una citazione e una rivisitazione: “Non chiederti per chi suona la campana, chiedile perché si chiama Samantha”

Letteratura

Il racconto lungo che ho appena terminato di scrivere è la storia di una ragazza la quale negli ultimi giorni di vacanza in un centro balneare ha un appuntamento con un giovine, che ella ama , per una gita in barca a vela. Ma una tempesta rende impossibili e l'escursione e l'incontro. E' una narrazione tesa tutta sulla corda della trepidazione e della successiva delusione della protagonista.
Non ho pubblicato l'opera perché sono incerto sul titolo. Non ho ancora deciso se intitolarla “La mareggiata” oppure “L'amareggiata”.

La storia nazionale

Non passa mese senza che si pubblichi un nuovo saggio - da “Italiani brava gente?” di Angelo del Boca a “L'invenzione dell'Italia Unita” di Roberto Martucci - sulle follie, le malefatte, i crimini commessi ad opera del Regno di Sardegna prima e dello Stato italiano poi, dalla seconda guerra di indipendenza in avanti.
Quel conflitto è visto come una illegittima brutale aggressione contro antichi, pacifici Stati, la lotta al brigantaggio una ingiustificata feroce repressione di moti contadini, le imprese coloniali una imperialistica invasione, fuori tempo, di paesi abitati da innocue popolazioni. Vengono demolite tutte le grandi figure della nostra storia patria. Sfugge a quel trattamento solo Carlo Alberto il quale, paradigma della vocazione nazionale alla sconfitta e al disastro, con la rovinosa condotta della prima guerra di indipendenza ha provveduto a squalificarsi da solo.
Cavour è giudicato, in politica estera, infido e ingannatore, Vittorio Emanuele II rozzo e di scarsa intelligenza. Né più positivo giudizio si dà di Garibaldi e di Mazzini. Eguale sorte tocca agli altri protagonista del nostro Risorgimento, Ricasoli, Farini, Nicotera, il Generale Cialdini. L'unica icona nazionale che appare non essere stata oggetto di questa opera di sistematica demolizione è Totò.

Sempre a proposito dell'unità d'Italia

Studiosi contemporanei contestano che l'Italia unita abbia costituito, nel complesso, uno sviluppo positivo rispetto alla situazione precedente.
Ritengo invece che il nostro paese, dal Risorgimento ai nostri giorni abbia conosciuto un netto progresso. Re Carlo Alberto, nel 1849, all'atto dell'abdicazione, dichiarò che Casa Savoia conosceva la via dell'esilio ma non quella del disonore. Re Vittorio Emanuele III, suo pronipote, avrebbe potuto a giusto titolo dichiarare che Casa Savoia conosceva la via dell'esilio, e anche quella del disonore.