sabato 12 maggio 2012

Proponimento

Un giorno vi renderò tristi
col suono dell'ukulele

Lacerazione

lacereró il tessuto del tempo,
la trama di materiale riciclato

domenica 6 maggio 2012

Meditazione numero 1

Che cosa è mai la morte se non l'estrema incuria di sé?

Meditazione numero 2

La morte e' come se a uno s'imponesse, per editto, di trasferirsi da Roma a Breslavia, ma nel contempo Breslavia e' sparita, non c'e' più, è scomparsa anche dalle carte geografiche.

La Storia Rivisitata





Cin-cinnato, amante della vita semplice e del lavoro dei campi, fu tuttavia anche l'inventore del brindisi.

Lettera all'UNESCO





Con una lettera ho proposto all'UNESCO di nominare la mia zia Elvira, ormai piu che novantenne, Patrimonio dell'Umanità.
Che cosa le manca alla zia Elvira rispetto, ad esempio, all'antica città di Palmira, per divenire Patrimonio dell'UNESCO?

giovedì 12 gennaio 2012

Confessione




Sono ormai vecchio. Sono come uno spettatore giunto alla fine del film. Sono spariti cose, vicende personaggi. Scorrono i titoli di coda con la menzione del nome dell'ultimo dei costumisti. Presto lo schermo si farà buio e io sarò sospinto verso l'uscita.

Confessione numero 2








Altre volte mi sembra come se la mia vita fosse stata l'essermi recato per errore in un cinema diverso da quello ove mi proponevo di andare e di avere assistito ad un film differente da quello che volevo vedere.

Confessione numero 3





Altre volte ancora ho la sensazione che la mia vita sia stata come il recitare in un dramma di Ibsen mentre io ritenevo di stare interpretando un'opera di Oscar Wilde.

Meditazione




Meditazione che cade nell'area di convergenza fra filosofia, etica e diritto.



É lecito innamorarsi del feldspato?

giovedì 29 dicembre 2011

Altra modesta proposta per il sindaco di Roma

Al Sindaco propongo di fare di Roma un centro finanziario internazionale in concorrenza con la City e Wall Street.
Non mancano nella capitale i servizi tecnici e quanto altro e' necessario alla creazione di un polo globale della finanza. In più Roma ha la pajata e la coda alla vaccinara dei suoi numerosissimi ristoranti, assets culinari di straordinario vigore per la promozione dei mercati azionari, obbligazionari e in genere del credito.
La sede della City all'abbacchio scottadito verrebbe posta fuori dal centro storico, già oltremodo saturo. Una corretta collocazione potrebbe essere in Tor di Quinto, che per l'occasione muterebbe il nome in Tor di Quanto? Roma sarebbe così la prima città ad aver aperto la strada all'ingresso dell'interpunzione nella toponomastica. Confermando così l'affermazione di Goethe: "Non si resta a Roma senza un'idea universale".

Una modesta proposta per superare la crisi dell'euro

Ritengo inutile bruciare enormi capitali e perdere tempo prezioso nella difesa ad oltranza di una valuta ormai largamente contestata e che secondo molti e' destinata a soccombere.
Vi ha un metodo che permetterebbe da un lato di evitare le drastiche misure di austerità' a carico degli stati più indebitati, le quali rischiano di essere controproducenti; dall'altro di superare le resistenze della Germania a fornire mezzi finanziari adeguati a quei paesi.
Tutti gli stati della zona euro, ivi compresa la Germania, dovrebbero abbandonare l'euro ed adottare una nuova moneta comune, la dracma greca.
I trattati istitutivi dell'area ex-euro andrebbero modificati con l'inserimento di una norma che permetta a tutti gli stati membri, in caso di necessita, di truccare i bilanci pubblici. Potrebbe a riguardo fornire una preziosa consulenza tecnica l'Italia, che negli ultimi sessant'anni ha costantemente e con successo aggirato l'art.81 della sua costituzione il quale impone che ogni legge che comporta nuove spese deve stabilirne la copertura.
Si aprirebbe cosi un'epoca di generali goduria e dissipazione. L'Italia potrebbe finalmente decretare la concessioni di pensioni d'oro ad ogni cittadino che abbia compiuto i trenta anni di eta.

venerdì 23 dicembre 2011

A proposito del mio ultimo romanzo

Sono stato accusato di avere clamorosamente mentito asserendo che il mio ultimo romanzo "é andato a ruba".

Respingo l'addebito. In realtà avevo solo affermato che il mio ultimo romanzo "é andato a Aruba". Infatti ne avevo inviato una copia ad un mio amico che trovavasi in vacanza in quella ridente isoletta dei Caraibi.

In verità della mai opera sono state vendute due copie. Confesso- questo si- che una di esse é stata acquistata a mie spese da un mio incaricato. Sono così riuscito, di un colpo, a raddoppiarne la circolazione.

Ho poi appreso che il compratore dell'altra copia, dopo appena un'ora dall'acquisto, l'aveva restituita al librario asserendo di essersi confuso con i titoli e di avere preso la mia opera (che, come é noto, é intitolata "Il Nano Ventriloquo") per quella che intendeva in effetti acquistare, "La Certosa di Parma" di Stendhal.

Mirabilia Urbis

Ebbi occasione di proporre al Sindaco di Rome, onde esaltare la necessita di attenersi alla concreta realtà e alle esigenze di base contro intellettualismi e vuote ideologie, di ribattezzare il principale scalo ferroviario della capitale da "La Stazione Termini" in "L'Astrazione Termini".

Per altro senza esito.

Sono ora a suggerirgli altra modifica di denominazione al fine di promuovere il valore della fedeltà' di ciascuno al proprio io, al proprio modo di essere e alle proprio convinzioni, contro mode e tendenze dell'epoca, contro quelli che Bacone chiamava gli "idola tribus".

Il Giardino del Lago di Villa Borghese andrebbe ribattezzato il "Giardino dell'Ego". Ne esulterebbe la Società Psicoanalitica Italiana.


Dopo i tagli ai fondi concessi dallo Stato agli enti locali le finanze del Comune di Roma sono in gravi difficoltà.
Ho proposto al Sindaco di mutare la proporia dizione ufficiale da Roma Capitale a Roma Senza Capitale.

Shakespeariana



"Esistono più cose sotto il cielo di quante non ne sappia, Orazio, il tuo iPad.

(Amleto, Atto I)

Il mio prossimo romanzo





Il mio prossimo romanzo avrà per protagonista una persona dal sesso incerto. Il suo dilemma esistenziale é la scelta fra il diventare terzino della Juventus o Santa dei derelitti del Burkina Faso.

La Crisi Economica

In una settimana iniziò un rovinoso crollo dei valori di borsa ed un forte aumento dello spread fra i rendimenti dei titoli di credito statali della Germania e quelli dell'Italia. Depreco che, a fronte di ciò, il nostro governo rimase inerte.

Per neutralizzare la caduta della borsa il governo avrebbe dovuto stabilire che l'Italia "saltava" la settimana, come quando da ragazzi, in vista di una interrogazione, per al quale non si era preparati, non si andava  a scuola. Sarebbe stato sufficiente apporre alle frontiere cartelli con la dicitura "Italia, chiusa per influenza - ci rivediamo la settimana prossima".

Unica difficoltà: far firmare la lettera di giustificazione al presidente Napolitano. Si sarebbe così superata di un balzo quella difficoltà economica.

Ancora più facile sarebbe stato porre rimedio al famigerato spread. Sarebbe stato agevole convincere la Cancelliera Merckel che una nazione pienamente virtuosa come quella tedesca doveva portare il bilancio dello stato in totale pareggio e ripagare il debito pregresso eliminando così la necessita di ricorrere a prestiti. Sarebbe quindi venuta meno la necessita di emettere titoli di stato tedeschi e sarebbe di conseguenza scomparso uno dei termini sui quali si calcola lo spread. LIberatasi di quel fastidioso paragone, l'Italia avrebbe potuto ricominicare ad emettere BOT e CCT à gogo.

mercoledì 26 ottobre 2011

Meditazione filosofica




Filosofi, teologi, esponenti di grande sapienza di varie religioni sostengono che non si dovrebbe temere la morte giacché essa è solo un passaggio nell'aldilà, il muovere verso un'altra vita, sia pure diversa da quella che conosciamo.
Non ho capacità intellettuale e attitudine di pensiero tali da poter contestare quella affermazione. Ma che nell'aldilà ci vadano loro, perché mai dovrei andarci pure io??

Filosofi greci





Carneade di Cirene, filosofo greco del II secolo a.C, fautore della teoria del probabilismo, che presiedette la Nuova Accademia , soffriva di premonizioni, di preveggenze.
Un giorno fu udito mormorare fra sé: "Don Abbondio, chi era costui?"

Il poeta Vinicio


Brevi cenni sull'opera e sulla vita di un artista che, sebbene inesistente, avrebbe meritato ben altra fama.
Vinicio scrisse un ode che costituì il punto più alto della sua arte. Lo scorrere delle parole rappresentava plasticamente il flusso continuo dei sentimenti.
Ma nessuno lesse mai l'ode. Le lettere composte fuggirono via come formiche impazzite, si precipitarono alla finestra e si gettarono giù sfracellandosi al suolo.
Vinicio non scrisse più versi.
Realizzò ancora opere in prosa. Esse abbondavano di virgole, di punti, di due punti e di punti e virgola che inchiodavano il testo alla pagina.